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Abstract: . . . fici sembra quindi deporre a favore del- l’utilizzo della SIRT per il trattamento dei tumori primitivi e secondari del fegato . «Ora attendiamo i dati dei nuovi inter- venti» conclude soddisfatta Rita Golfie- ri. «Tra qualche anno potremo anche fa- re una valutazione statistica della so- pravvivenza e del miglioramento della qualità di vita dei pazienti trattati». Meridiana Immagini . . . . . . tumorali, che vengono colpite dalle radiazioni emesse dal ra- dioisotopo. L’effetto dell’ittrio dura circa 10 giorni, poi le cellule irradiate vanno incontro a necrosi e, entro un mese dall’inter- vento, nel fegato rimane un’unica cicatrice. La SIRT è una tecnica mininvasiva: l’intervento viene infatti con- dotto in anestesia locale. Il processo di immissione delle micro- sfere avviene utilizzando un catetere flessibile inserito nell’arte- ria femorale e fatto avanzare dal radiologo fino all’arteria epa- . . . . . . retto: una terapia oggetto di due speri- mentazioni, partite lo scorso luglio e coordinate dall’Unità operativa di ra- diologia del Policlinico S. Orsola-Malpi- ghi di Bologna, diretta da Rita Golfieri . «La radioterapia intraepatica è una tec- nica innovativa che consente di colpire in modo specifico le cellule cancerose, senza apportare alcun danno al tessuto epatico sano» spiega Rita Golfieri. «Il tutto in una sola seduta di durata varia- bile tra 60 e 90 minuti e senza effetti col- laterali significativi». . . . . . . raggiungere i capillari pe- riferici più fini. Qui le microsfere entrano in contatto con le cel- lule tumorali, che vengono colpite dalle radiazioni emesse dal ra- dioisotopo. L’effetto dell’ittrio dura circa 10 giorni, poi le cellule irradiate vanno incontro a necrosi e, entro un mese dall’inter- vento, nel fegato rimane un’unica cicatrice. La SIRT è una tecnica mininvasiva: l’intervento viene infatti con- dotto in anestesia locale. Il processo di immissione delle micro- sfere avviene utilizzando un . . . . . . spesso devo- no essere modificati diverse volte prima di poter raggiungere una risposta signi- ficativa» precisa Rita Golfieri. La valutazione del rapporto costi-bene- fici sembra quindi deporre a favore del- l’utilizzo della SIRT per il trattamento dei tumori primitivi e secondari del fegato . «Ora attendiamo i dati dei nuovi inter- venti» conclude soddisfatta Rita Golfie- ri. «Tra qualche anno potremo anche fa- re una valutazione statistica della so- pravvivenza e del miglioramento della qualità di . . . . . . trattamento dei tumori primitivi e secondari del fegato . «Ora attendiamo i dati dei nuovi inter- venti» conclude soddisfatta Rita Golfie- ri. «Tra qualche anno potremo anche fa- re una valutazione statistica della so- pravvivenza e del miglioramento della qualità di vita dei pazienti trattati». Meridiana Immagini . . . --3000,6,250,3156,15023
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