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Abstract: . . . radiante e/o la chemioterapia senza il timore di crolli ver- tebrali. Quattro pazienti per i quali non vi era indicazione chirurgica, decedevano entro un anno dal trattamento. In sostanza, l’halo-vest nel trattamento delle lesioni tumorali può avere un significato di sostegno del rachide in caso di trattamento pluridisciplinare (chirurgico, onco- logico, radioterapico) così come di trattamento palliativo al posto di scomode minerve gessate, anche se la sorte del paziente è ormai segnata. La complicanza più seria occorsa è l’insufficienza respi- ratoria, (che ha poi causato due dei tre decessi). Si è mani- festata nei pazienti più anziani della casistica come con- seguenza della loro età, per i quali anche la modesta costrizione provocata dalla vest era stata sufficiente a causare i problemi sopraccitati, come anche già riscontra- to da Lind et al. 24 per cui l’età e/o le condizioni cardio- respiratorie precarie possono quindi costituire una con- Fig. 3 (a, b, c, d, e, f). Il controllo eseguito a distanza di 1 mese dal trauma evidenziava una frattura sagittale di C2. La colonna manteneva comunque la fisiologica lordosi (a). La T.C. con- fermava la frattura obliqua sagittale del soma di C2 con listesi dell’emisoma (b). Il trattamento in halo consentiva l’immobilizzazione della frattura, ma non la sua riduzione (c). Al termine del trattamento, la frattura era ben consolidata (d) e stabile alla massima flessione (e) e stabile alla massima estensione (f). a b c d e f Page 11 Fratture e tumori del rachide cervicale : trattamento con Halo-Vest 124 troindicazione all’utilizzo dell’halo-vest. Non vi è dubbio che l’utilizzo dell’halo per questi pazien- ti possa essere rivisto nelle sue indicazioni alla luce del- l’esperienza fatta. Nei casi specifici della nostra casistica che sono deceduti nel corso del trattamento in halo, dob- biamo rilevare che comunque il trattamento era stato ben sopportato da pazienti trattati in reparto di rianimazione, in cui il nursing era stato comunque facilitato. I pazienti con danno neurologico non erano più portati allo sviluppo di complicazioni rispetto a quelli indenni. Le complicanze minori durante il trattamento con halo- vest (come riportato nella Tabella IV) erano relative all’u- nità anello-viti in conformità con i dati di letteratura 25 e precisamente i 5 casi di mobilizzazione delle viti, 2 casi di infezione dei punti di inserimento delle viti e 2 casi di migrazione dell’anello. La gestione del corsetto riservava minori problemi; infat- ti solo tre pazienti avevano lamentato dolore a causa di punti di compressione e fra costoro in un caso (mielopa- tia spondilosica in esiti di laringectomia da C3 a C6) si era osservata la comparsa di ulcere da decubito sulle spal- le e sul dorso (guarite dopo 8 settimane di medicazioni quotidiane) risultato di un errore nell’applicazione del corsetto, troppo premuto sulle spalle al momento del rein- tervento di riposizionamento del trapianto intersomatico anteriore, mobilizzato. In sintesi . . . --3000,1,1500,3097,40142
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