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Abstract: . . . guida dei patologi del programma di Torino. In considerazione dell’incidenza dei polipi asportati ed esaminati nel corso del programma pilota, tale costo corrisponde alla disponibilità, a favore dell’Unità di Anatomia Patologica, del 10% circa delle risorse destinate all’Unità di Endoscopia per ognuna delle persone esaminate a seguito di invito in corso di screening. Ore 13.50 Simposio “Progetti di Ricerca collegati ai Programmi di screening in Italia – [Moderatori: Nereo Segnan (Direttore Centro Prevenzione Oncologica, Torino), Bruno Andreoni (Direttore Divisione Chirurgia Istituto Europeo di Oncologia / Membro Direttivo GISCoR)] a) Studio SN-GISCoR “Valore predittivo linfonodo sentinella prelevato con procedura mininvasiva o laparotomia nella stadiazione del carcinoma colorettale iniziale [Paolo Pietro Bianchi – Unità Operativa di Chirurgia Generale - Istituto Clinico Humanitas] Il tumore del colon retto rappresenta la seconda neoplasia maligna per diffusione. La stadiazione linfonodale . . . . . . informatica di diagnosi istopatologica analitica dedicata alle biopsie derivanti da attività di screening, se non già in uso routinario nei SAIPC coinvolti in tale attività. Seconda Opinione, Discordanza Diagnostica, Formazione . Nell’ambito dei programmi di screening si ritiene raccomandabile prevedere la revisione da parte di un secondo patologo dei soli casi di adenoma cancerizzato, prima di decidere il tipo di trattamento, anche al fine di ridurre il rischio di sovratrattamento (Kronz, 1999; Tumori del Colon-retto, Linee Guida Regione Piemonte, 2001). Auspicabile l’organizzazione di incontri periodici di discussione e riesame della casistica con l’obiettivo di verificare ed aggiornare gli standard di diagnosi riguardo ai parametri istologici degli adenomi (architettura e grado di displasia) strategici nello screening del carcinoma del colon-retto, a mente il reiterato riscontro di alti valori di disaccordo diagnostico interosservatori (Jensen 1985; Terry, Fenoglio- Preiser, 2002). COSTI . . . . . . base di questa elevata percentuale di FN, concludono che i SLN non rappresentano la situazione reale del bacino linfonodale e che pertanto un loro studio più accurato non migliorerebbe la stadiazione della malattia. Le principali discordanze tra i lavori pubblicati nascono sulla selezione dei pazienti in relazione allo stadio di malattia, sul metodo di studio o ultra-studio dei ln, sulla metodica di analisi statistica nel calcolo della percentuale di identificazione o dei falsi negativi. Read (Dis Colon Rectum 2005) sostiene ad esempio, che il calcolo dell’accuratezza diagnostica del SLN non può essere eseguito utilizzando il numero totale di pazienti al denominatore, piuttosto che il numero dei pazienti con LN positivi, come riportato nell’ampia serie di Saha. Il ruolo clinico delle micrometastasi (MM) e delle cellule tumorali isolate (ITC) inoltre è ancora tutto da definire; proprio perciò la Bertagnolli non include nel suo trial come positivi i linfonodi studiati con metodi immunoistochimici . . . --3000,3,500,3236,56504
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