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Abstract: . . . quella "del basso rischio ": cambiamenti anche modesti nel rischio della popolazione (ad es. numero di grammi/die di sale nella dieta, numero medio di sigarette fumate, numero di ore/settimana di attività fisica aerobica con sudorazione, pressione arteriosa sistolica media) si traducono in cambiamenti drastici della morbosità e mortalità cardiovascolare. Per quanto riguarda i tumori , nella comunità scientifica vi è consenso sul fatto che siano ampiamente prevenibili e che i mezzi più efficaci per ridurre il rischio siano evitare l’uso di tabacco, una dieta appropriata e limitare l’esposizione alle sostanze cancerogene negli ambienti di lavoro e negli ambienti di vita In conclusione, sia per le malattie cardiovascolari che per i tumori , la prevenzione primaria si sostanzia nell’adozione di abitudini di vita sane. Negli incidenti stradali i due principali fattori di rischio per ferimenti sono la guida sotto l’effetto di alcolici o di sostanze stupefacenti e il mancato utilizzo di adeguate protezioni (cinture di sicurezza, seggiolini di sicurezza per i bambini, caschi per motociclisti). Mentre i progressi in campo terapeutico sono nelle mani dei “tecnici” , gli interventi preventivi sono essenzialmente frutto dell ’impegno della collettività . Esaminiamo ora più in dettaglio i benefici che si possono ottenere dalla riduzione dei principali fattori di rischio prima evidenziati. FUMO Il fumo è la più importante causa di morte prematura modificabile . In Italia sono circa 90.000 i . . . . . . 1/3 per patologia respiratoria. EFFICACIA DELLA RIDUZIONE DEL FATTORE DI RISCHIO La grande quantità di evidenze scientifiche raccolte da studi prospettici di coorte e da studi caso-controllo dimostra come la maggior parte dei rischi per la salute possa essere ridotta, smettendo di fumare. I fumatori che riescono a smettere prima dei 50 anni hanno più che dimezzato il rischio di morire nei successivi 15 anni, rispetto a chi invece continua a fumare; vi sono evidenze che il rischio di morte sia sostanzialmente ridotto anche tra le persone che smettono di fumare dopo i 70 anni. MALATTIE CARDIOVASCOLARI Un anno dopo aver smesso, il rischio di infarto miocardico e di morte coronarica si dimezza, e a distanza di quindici anni si avvicina a quello dei non fumatori. Il rischio di complicanze legate ad arteriopatie periferiche si riduce dopo aver smesso di fumare. Dopo due anni di astensione, il rischio di essere colpiti da un ictus comincia a diminuire, ed entro 5-15 anni ritorna o si avvicina molto a quello di persone che non hanno mai fumato. Rispetto a chi continua a fumare, chi riesce a smettere vede ridotti i tassi di mortalità per BPCO, i sintomi respiratori quali tosse, produzione di catarro e respiro affannoso, le infezioni come la bronchite e la polmonite. Le donne in gravidanza, che smettono di fumare entro la trentesima settimana di gestazione, danno poi alla luce bambini con peso maggiore di quelli nati da donne che fumano durante la gravidanza. TUMORI Dopo 10 anni di astinenza . . . --3000,2,750,3158,47514
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