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Abstract: . . . una distanza di anni luce: “ La diagnosi gene- rica di tumore si fonda abitualmente sulla constatazione della sindrome da aumentata tensione endocranica ”. L’affermazione di Fragnito può e deve essere ribaltata: oggi la diagnosi clinica di tumore endocranico non si basa abitualmente sull’osservazione di una sindrome da iper- tensione endocranica e deve anzi precederla in virtù di una attribuzione tempestiva di significato a vissuti subiettivi . . . . . . non autonome di un discorso inte- grato in cui il clinico fa confluire le sue conoscenze epi- demiologiche e neuropatologiche, anche se la sua operati- vità rimane contenuta nei limiti e nelle incertezze della semeiotica clinica, ma con il privilegio irrinunciabile della fantasia congetturale. Non a caso è stato scritto a tutt’altro scopo: “ lo scoprire consiste nel vedere quello che tutti hanno visto, e nel pensare quel che nessuno ha pensato . . . . . . anche se pro- prio i sintomi da sofferenza cerebrale diffusa sono spesso rilevati solo retrospettivamente. Proprio perciò, essi sono stati costretti a riconoscere che non è ragionevole propor- re l’ipotesi diagnostica di tumore cerebrale per una sem- plice astenia prolungata, anche se specie in caso di pato- logia gliale profonda, un senso di intensa fatica può pre- cedere di settimane o mesi il momento diagnostico. In associazione a questa . . . --1322,3,220,1563,6611
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