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Abstract: . . . Tabella 10 - Sopravvivenza a 5 anni per soggetti con neoplasia diagnosticata tra il 1985 e il 1989 in età 15-39 anni - Italia, Regno Unito, Danimarca, Finlandia e Stati Uniti (casi diagnosticati, sopravvivenza relativa, errore standard della sopravvivenza relativa ) - FEMMINE ITA UK DAN FIN USA ICD-9 TUMORI CD SURV 2 S.E. CD SURV 2 S.E. CD SURV 2 S.E. CD SURV 2 S.E. CD SURV 2 S.E. (151) Stomaco 52 0,3667 0,1340 80 0,2510 0,0972 27 0,1118 0,1217 63 0,2711 0,1124 109 0,3349 0,0917 (153-154) Colon-retto 71 0,5454 0,1195 245 0,4796 0,0641 60 0,5529 0,1291 102 0,8266 0,0758 457 0,5894 0,0470 (162) Trachea, . . . . . . Page 15 17 In base ai dati disponibili 5 è possibile osservare un aumento dell’incidenza di questo tumore , che solo 5 anni prima presentava un valore pari a 5,5 nuovi casi ogni 100.000 uomini (tabella 6). Tale aumento tuttavia è da considerarsi con estrema cautela in quanto non si dispone di dati negli anni intermedi. Non è da escludersi quindi la possibilità di oscillazioni delle misure in tali anni, che inducono a ritenere altrettanto verosimile un andamento più instabile nei primi anni ’90. L’ipotesi di incremento dell’incidenza risulterebbe comunque confermata da una stima per il 1996 pari . . . . . . spiega quindi perché la maggioranza degli studi si sia sinora concentrata su queste classi di età. Anche i soggetti in età infantile fanno parte di categorie ampiamente studiate, sia per la specificità delle neoplasie in questa fascia di età, sia per l’elevato impatto sociale. Lo studio dei tumori negli adolescenti e nei giovani adulti è invece generalmente trascurato. E’ questa infatti la fascia di età in cui la salute è dominante. In base ai risultati della recente indagine ISTAT sulle condizioni di salute (1999-2000), la maggior parte degli individui di 15-39 anni dichiara di sentirsi in buone condizioni . . . . . . consistenza del dato originario non consente di trarre conclusioni con margini di errore sufficientemente limitato. Questo è il caso del mieloma in Italia, Danimarca e Finlandia e della vescica per la Danimarca e la Finlandia. Il confronto tra i paesi europei (figura 1) mostra in generale una certa omogeneità nel classificare i tumori con prognosi migliori. Si osserva infatti come le sedi a maggior sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi risultino essere nell’ordine la tiroide (95% e oltre), il testicolo (91-95%) ed i linfomi di Hodgkin che variano tra l’83% e l’89%. Con margini più ampi, possiamo . . . . . . mammella e delle leucemie accompagnato da un aumento della mortalità per i linfomi non-Hodgkin e i tumori del polmone. Il tumore del seno si propone come sede a maggior letalità con un tasso medio di 2,55 casi per 100.000 donne nel 1995, rappresentando il 24% circa di tutti i decessi per tumore delle giovani adulte. 4.4. Sopravvivenza L’indicatore principale per la valutazione di interventi rivolti alla diagnosi precoce ed alla diffusione di protocolli terapeutici ottimali è dato dalla sopravvivenza su base di popolazione dei casi incidenti di cancro. Questa, riferendosi a tutti i casi incidenti . . . --3000,5,300,3380,50404
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