|
Abstract: . . . fattori di suscettibilità al carcinoma vescicale. È chiaro quindi che i soggetti cosiddetti lenti acetilatori sono da considerare a rischio maggiore di sviluppo di un carcinoma vescicale rispetto ai soggetti veloci acetilatori . Altri studi hanno messo in evidenza come una certa quota di tumori epiteliali siano attribuibili all’avere ereditato un difetto genetico relativo alla capacità di produrre l’enzima glutatione S-transferasi. La popolazione che eredita tale anomalia, stimata nell’ordine del 50%, presenta una ridotta capacità di detossificare alcuni cancerogeni ambientali. . . . . . . stimata nell’ordine del 50%, presenta una ridotta capacità di detossificare alcuni cancerogeni ambientali. Accanto alla ricerca dei geni di suscettibilità, gli studi recenti sono rivolti anche alla scoperta di singoli geni che possano essere di per sé sufficienti a determinare lo sviluppo della neoplasia. . . . . . . cancerogeno. Un incremento dei processi di N-ossidazione e una diminuzione di N- acetilazione costituiscono pertanto fattori di suscettibilità al carcinoma vescicale. È chiaro quindi che i soggetti cosiddetti lenti acetilatori sono da considerare a rischio maggiore di sviluppo di un carcinoma vescicale rispetto ai soggetti veloci acetilatori . Altri studi hanno messo in evidenza come una certa quota di tumori epiteliali siano attribuibili all’avere ereditato un difetto genetico relativo alla capacità di produrre l’enzima glutatione S-transferasi. La popolazione che eredita . . . . . . stimata nell’ordine del 50%, presenta una ridotta capacità di detossificare alcuni cancerogeni ambientali. Accanto alla ricerca dei geni di suscettibilità, gli studi recenti sono rivolti anche alla scoperta di singoli geni che possano essere di per sé sufficienti a determinare lo sviluppo della neoplasia. . . . . . . particolarmente interessante. Studi recenti mettono in evidenza come una diversa capacità di metabolizzazione di agenti xenobiotici ed endogeni può influenzare il rischio di carcinoma uroteliale. Sappiamo, per esempio, che le amine aromatiche, una volta giunti nell’organismo, possono seguire la via dell’N-ossidazione e della glucuronazione a livello epatico e renale con formazione ed eliminazione nelle urine di metaboliti cangerogeni. In alternativa, possono essere sottoposte ad un processo di N- acetilazione con produzione di composti inattivi che non manifestano potere cancerogeno. . . . --2835,5,284,2712,14174
|